
lunedì 6 aprile 2009
MERENDINO ANTICRISI + RACCOLTA BENI PER L'EMERGENZA TERREMOTATI

Per tutta la durata dell'iniziativa si raccoglieranno fondi e beni quali: COPERTE, VESTITI, PASTA, SCATOLAME, ACQUA, da portare alle popolazioni sfollate dell'Abruzzo.
lunedì 2 marzo 2009
ASSEMBLEA PUBBLICA PER LA PROMOZIONE DI UN GRUPPO D'ACQUISTO SOLIDALE
giovedì 12 febbraio 2009
INCHIESTA POPOLARE SUL CAROVITA

In quale zona di Lucca abita?
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Da quanti membri è composto il suo nucleo familiare?
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Cosa incide maggiormente sul suo reddito familiare in fondo al mese?
MUTUO AFFITTO ALIMENTI SPESE SCOLASTICHE POLIZZE ASSICURATIVE
MUTUO AFFITTO ALIMENTI SPESE SCOLASTICHE POLIZZE ASSICURATIVE
ALTRO………………………………………………………………..
Quali generi alimentari o di consumo quotidiano gravano maggiormente sul suo reddito familiare in fondo al mese?
POCO ABBASTANZA MOLTO
PASTA E RISO
FARINE
FRUTTA E VERDURA
OLIO
VINO
PANE
LATTE
DETERSIVI
ALTRO…
POCO ABBASTANZA MOLTO
PASTA E RISO
FARINE
FRUTTA E VERDURA
OLIO
VINO
PANE
LATTE
DETERSIVI
ALTRO…
In conclusione vorremmo avviare un’esperienza di acquisto collettivo, distribuendo prodotti acquistati direttamente dal produttore, in modo da verificarne in prima persona la genuinità. Lo scopo finale dei G.A.S. (gruppi di acquisto solidale) mira ad un abbassamento dei prezzi sul mercato.
Secondo lei quale prodotto dovrebbe essere distribuito da un gruppo di questo genere?
E’ interessato a partecipare alle riunioni che faremo per discutere la formazione effettiva di un G.A.S.?
Secondo lei quale prodotto dovrebbe essere distribuito da un gruppo di questo genere?
E’ interessato a partecipare alle riunioni che faremo per discutere la formazione effettiva di un G.A.S.?
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PROGETTO INDASTRIA
Per informazioni rivolgersi a sede ARCI: Via Santa Gemma Galgani, 46 LUCCA
Tel e Fax 0583 490004
Oppure visitare il blog: progettoindastria.blogspot.com
Email: info@progettoindastria.net
Per informazioni rivolgersi a sede ARCI: Via Santa Gemma Galgani, 46 LUCCA
Tel e Fax 0583 490004
Oppure visitare il blog: progettoindastria.blogspot.com
Email: info@progettoindastria.net
lunedì 10 novembre 2008
Dalla crisi finanziaria al crollo del sistema bancario americano
gramigna 06 Novembre, 2008 14:59 20/10/2008 Pisa, Intervista al Professor Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea e Geografia politica economica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa. Ha pubblicato diverse monografie e numerosi articoli. Collabora con “Il Tirreno”, “Il Manifesto”, “Nigrizia”. Tra le sue pubblicazioni più recenti “La fine della globalizzazione?”, Pisa, BFS, 2005, “Mappamondo Postglobale”, Milano, Terre di Mezzo, 2007, “Senza Misura. I limiti del lessico globale”, Pisa, BFS, 2008.
Da qualche settimana la crisi finanziaria è diventata, improvvisamente, il principale argomento di quotidiani, telegiornali, riviste. Tutti parlano di una crisi di proporzioni enormi, senza precedenti nella storia dell’economia mondiale. Quali sono, secondo lei, le cause di un evento di tale portata? Si tratta di una crisi congiunturale, legata a poche, fortuite, circostanze verificatesi negli ultimi anni, o si tratta piuttosto di una crisi strutturale, che affonda le proprie radici in quelle che sono le caratteristiche del sistema economico attuale?
Il vero problema a monte di questa crisi è che si tratta di un fenomeno strutturale e non congiunturale, cioè di una crisi che ha a che fare con una trasformazione profonda di un sistema di produzione che ormai è difficile definire capitalistico. Perché è una crisi strutturale? Perché evidentemente nei prossimi anni ci troveremo di fronte a una realtà che non è più quella del passato. Non lo è più e non tornerà più ad esserlo. Questa crisi strutturale nasce intorno agli anni ’90. Le premesse sono in questi anni e sono legate alla finanziarizzazione dell’economia. Il predominio dell’economia finanziaria è certificato dai numeri in modo impressionante: basti pensare che il valore nominale dei titoli derivati, che indicano tutto ciò che ha a che fare con la finanza o con un pezzo significativo di essa, certificato dalla Banca d’Italia, è di 350 mila miliardi di dollari, quando il prodotto interno lordo dell’insieme dei Paesi di questo pianeta arriva a malapena a 60 mila miliardi di dollari. È quindi chiara una spaventosa sproporzione che non è sempre esistita: se prediamo i dati a metà degli anni ’80 ci accorgiamo che il volume complessivo del valore delle transazioni finanziarie era di poco inferiore al P.I.L. reale. Anche nel caso italiano fino a metà degli anni ‘80 i salari costituivano la metà del P.I.L. Oggi i salari costituiscono meno del 20% del P.I.L., quindi è chiaro che c’è stata una finanziarizzazione che nei numeri è evidentissima.
file://http://associazione-aut-aut.noblogs.org/post/2008/11/06/dalla-crisi-finanziaria-al-crollo-del-sistema-bancario-americano
gramigna 06 Novembre, 2008 14:59 20/10/2008 Pisa, Intervista al Professor Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea e Geografia politica economica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa. Ha pubblicato diverse monografie e numerosi articoli. Collabora con “Il Tirreno”, “Il Manifesto”, “Nigrizia”. Tra le sue pubblicazioni più recenti “La fine della globalizzazione?”, Pisa, BFS, 2005, “Mappamondo Postglobale”, Milano, Terre di Mezzo, 2007, “Senza Misura. I limiti del lessico globale”, Pisa, BFS, 2008.
Da qualche settimana la crisi finanziaria è diventata, improvvisamente, il principale argomento di quotidiani, telegiornali, riviste. Tutti parlano di una crisi di proporzioni enormi, senza precedenti nella storia dell’economia mondiale. Quali sono, secondo lei, le cause di un evento di tale portata? Si tratta di una crisi congiunturale, legata a poche, fortuite, circostanze verificatesi negli ultimi anni, o si tratta piuttosto di una crisi strutturale, che affonda le proprie radici in quelle che sono le caratteristiche del sistema economico attuale?
Il vero problema a monte di questa crisi è che si tratta di un fenomeno strutturale e non congiunturale, cioè di una crisi che ha a che fare con una trasformazione profonda di un sistema di produzione che ormai è difficile definire capitalistico. Perché è una crisi strutturale? Perché evidentemente nei prossimi anni ci troveremo di fronte a una realtà che non è più quella del passato. Non lo è più e non tornerà più ad esserlo. Questa crisi strutturale nasce intorno agli anni ’90. Le premesse sono in questi anni e sono legate alla finanziarizzazione dell’economia. Il predominio dell’economia finanziaria è certificato dai numeri in modo impressionante: basti pensare che il valore nominale dei titoli derivati, che indicano tutto ciò che ha a che fare con la finanza o con un pezzo significativo di essa, certificato dalla Banca d’Italia, è di 350 mila miliardi di dollari, quando il prodotto interno lordo dell’insieme dei Paesi di questo pianeta arriva a malapena a 60 mila miliardi di dollari. È quindi chiara una spaventosa sproporzione che non è sempre esistita: se prediamo i dati a metà degli anni ’80 ci accorgiamo che il volume complessivo del valore delle transazioni finanziarie era di poco inferiore al P.I.L. reale. Anche nel caso italiano fino a metà degli anni ‘80 i salari costituivano la metà del P.I.L. Oggi i salari costituiscono meno del 20% del P.I.L., quindi è chiaro che c’è stata una finanziarizzazione che nei numeri è evidentissima.
file://http://associazione-aut-aut.noblogs.org/post/2008/11/06/dalla-crisi-finanziaria-al-crollo-del-sistema-bancario-americano
venerdì 31 ottobre 2008

Progetto Indastria ha partecipato alla manifestazione studentesca di giovedì 30 per le vie cittadine di Lucca.
Portando la propria solidarietà agli studenti e alla loro mobilitazione, senza voler scavalcare nessuno ha messo in evidenza come i tagli alla scuola sono solo una parte dell'ennesima truffa del sistema finanziario, delle banche e del governo ai danni del popolo.
La storia è sempre la stessa , si tengono privatizzando i profitti e ci impogono socializzando le perdite di questo sistema di strozzini.
Questa volta no, questa volta la loro crisi non la paghiamo!
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